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Andrea

in azienda dal 2002. Da Black Belt a Responsabile Ufficio Logistica Secco

Cosa pensi del sistema JR?
A: La si può definire un’opportunità ma anche un modo molto concreto per interpretare in azienda quello che sentiamo tutti dire dai sociologi del lavoro e dai professori universitari e cioè che bisogna essere molto versatili ed avere competenze trasversali. Personalmente, nel mio vissuto, è stato così.

Come hai maturato l’idea di candidarti per la posizione?

A: In termini generali ritenevo giunto a maturazione un mio percorso ed il valore aggiunto che potevo ulteriormente dare in quella posizione si era ridotto. In riferimento alla specifica posizione, la stessa mi avrebbe permesso di ritornare nella mia vocazione personale che è quella della supply chain, a completamento della mia professionalità. La logistica prosegue il quadro in modo perfetto ed inoltre la specifica mansione mi dava anche l’opportunità di mettermi alla prova nella guida di persone, ampliando così le mie responsabilità e le mie competenze.

Come hai vissuto il cambiamento?

A: Il cambiamento è stato vissuto in modo eccellente, nella mia percezione, innanzitutto perché è stato un cambiamento voluto, cercato e molto consapevole che mi ha quindi permesso di affrontare bene anche eventuali problemi ad esso legati. Secondariamente perché per indole e per formazione _ penso alla mia formazione come Black Belt_ ho imparato a vederlo sempre come un’opportunità, per me è un concetto assolutamente connotato in modo positivo.

Ti sei sentito accompagnato dall’azienda nel cambiamento?
A: Ho trovato un’organizzazione ed un reparto già molto ben definiti e ho sperimentato il concetto di tutorship e di guida; il mio responsabile diretto e anche i miei collaboratori sono stati fondamentali nell’accompagnarmi nel prendere le misure in questo mio nuovo ruolo. Non mi è mai capitato di sentirmi allo sbaraglio. Credo che questo dipenda da ciò che l’azienda ha fatto in termini di cultura.

Quale plus ti ha dato la nuova esperienza lavorativa?
A: Completa la mia visione integrata della Supply Chain che è il modo moderno e delle aziende competitive di intenderlo come unico grande processo integrato.


Quali sono state le principali difficoltà legate al cambiamento?

A: Trovare il giusto equilibrio tra rispetto dello status quo e il desiderio, ma anche la necessità di individuare alcune cose da fare, a mio avviso, in modo nuovo, quel mix giusto fra rispetto dell’esistente, che funzionava ed era rodato, e la necessità di innovazione. Ho adottato uno stile di grande trasparenza ed apertura: tutte le cose che ho pensato le ho volute condividere molto con il mio capo e con i miei collaboratori per avere un confronto e un dialogo nonché un appoggio e dei consigli.

Consiglieresti l’esperienza ad un collega? Se sì, perché?

A: In astratto no, nel senso che non mi piacerebbe che diventasse un qualcosa di dovuto, un’esperienza che ad un certo punto bisogna per forza fare. Sì invece se il/la collega, analizzando la sua situazione lavorativa, scopre di avere non solo la voglia ma anche la professionalità per dare qualcosa all’azienda in un'altra posizione. Metterei comunque sempre sullo stesso piano di dignità la persona che preferisce continuare a fare un solo lavoro per tutto il suo percorso professionale, magari in modo sempre più raffinato e preciso.